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La motivazione: perché viene meno e come aumentarla

Psicologa Valentina Bassi
Pubblicato da Valentina Bassi in Psicologia · 28 Marzo 2026
Tags: Motivazione
La motivazione: perché viene meno e come aumentarla

La motivazione è il processo psicologico che orienta, sostiene e mantiene il comportamento verso un obiettivo. Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la motivazione nasce dall’interazione tra pensieri, emozioni e azioni: ciò che pensiamo di un compito, le emozioni che vi associamo e le esperienze di efficacia o fallimento influenzano la nostra spinta ad agire. Non è una caratteristica stabile della persona, ma una condizione dinamica che può essere costruita e rafforzata attraverso il cambiamento dei comportamenti e delle interpretazioni cognitive.
La mancanza di motivazione è una delle difficoltà più comuni riportate in terapia, dalla mancanza di motivazione a iniziare uno sport, cercare un nuovo lavoro, organizzare un viaggio e in tanti altri ambiti di vita. Spesso viene vissuta come un difetto personale o come pigrizia, ma in ottica cognitivo-comportamentale (CBT) rappresenta un segnale di processi cognitivi ed emotivi sottostanti che meritano attenzione.

Le cause della mancanza di motivazione
Dal punto di vista cognitivo-comportamentale, la demotivazione può derivare da:
  • pensieri automatici negativi     (“non ha senso”, “tanto fallirò”)
  • obiettivi troppo vaghi o     irrealistici
  • esperienze ripetute di     fallimento
  • perfezionismo e paura     dell’errore
  • umore depresso o ansioso
  • evitamento di emozioni negative
Quando l’attività viene associata a emozioni spiacevoli, la persona tende a evitarla, riducendo ulteriormente la motivazione.

Il circolo vizioso della demotivazione
La CBT descrive la demotivazione come un circolo vizioso: meno agisco, meno sperimento senso di competenza e rinforzo positivo, e meno mi sento motivato. Questo meccanismo è particolarmente evidente nei disturbi depressivi.

Come aumentare la motivazione
In CBT si lavora sulla motivazione attraverso l’azione, non aspettando che la spinta arrivi spontaneamente. Le strategie più utilizzate includono:
  • suddividere i compiti in     obiettivi piccoli e concreti
  • pianificazione delle attività
  • monitoraggio dei progressi
  • ristrutturazione dei pensieri     sabotanti
  • aumento delle esperienze di     rinforzo positivo
Il cambiamento comportamentale precede spesso il cambiamento emotivo, permettendo alla motivazione di emergere gradualmente.

Conclusioni
La motivazione non è una qualità stabile, ma un processo che può essere allenato. Un percorso di terapia aiuta a individuare gli ostacoli cognitivi ed emotivi che bloccano l’azione, favorendo un recupero del senso di efficacia e direzione.

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