Le emozioni: alleate, non nemiche
Le emozioni: alleate, non nemiche
Quando pensiamo alle emozioni, spesso tendiamo a dividerle in “positive” e “negative”, con l’idea che le prime vadano coltivate e le seconde eliminate. In realtà, ogni emozione ha una funzione importante per il nostro benessere e per la nostra sopravvivenza. In terapia cognitivo-comportamentale non si lavora per cancellare le emozioni spiacevoli, ma per portarle a un livello più adeguato alla situazione, così da non esserne sopraffatti.
La funzione delle emozioni
Le emozioni sono segnali che il nostro corpo e la nostra mente ci inviano per orientarci nel mondo:
- La paura ci aiuta a proteggerci dai pericoli.
- La rabbia segnala che è stato superato un limite, che c’è stata un ingiustizia e ci spinge a difendere i nostri diritti.
- La tristezza ci segnala che stiamo avendo una perdita, favorisce il raccoglimento e ci permette di elaborare le perdite.
- La vergogna ci spinge a rispettare le regole sociali per non essere esclusi dalla società
- La gioia rafforza i legami e ci motiva a ripetere esperienze positive.
Senza emozioni, non saremmo in grado di prendere decisioni efficaci né di costruire relazioni autentiche.
Quando le emozioni diventano eccessive
Il problema non nasce dall’emozione in sé, ma dalla sua intensità o dalla sua frequenza. La paura, ad esempio, è utile se ci mette in guardia davanti a un reale pericolo, ma diventa un ostacolo se ci blocca in situazioni quotidiane che non rappresentano un rischio. Allo stesso modo, la rabbia può motivarci a reagire, ma se esplode in modo incontrollato compromette le relazioni.
La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a riconoscere i pensieri che alimentano emozioni sproporzionate, insegnando strategie per:
- ridurre l’intensità emotiva, ad esempio con tecniche di rilassamento o mindfulness;
- mettere in discussione pensieri disfunzionali, sostituendoli con interpretazioni più realistiche;
- esporsi gradualmente alle situazioni temute, per imparare che le emozioni, se gestite, calano di intensità con il tempo.
Non eliminare, ma regolare
Il lavoro terapeutico non mira a “spegnere” emozioni come ansia, rabbia o tristezza, ma a riportarle a un livello adeguato. Questo permette di sfruttare la loro funzione adattiva senza esserne paralizzati o sopraffatti.
Conclusione
Le emozioni non sono nemiche da combattere, ma risorse da comprendere e regolare. Imparare a viverle con la giusta intensità ci aiuta a essere più liberi, a prendere decisioni più consapevoli e a costruire relazioni più sane.
Per informazioni e appuntamenti
Dr.ssa Valentina Bassi
Psicologa e psicoterapeuta
e-mail: bassi.psicologa@gmail.com
Tel: 351 5460735




