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Perché le emozioni sono utili (anche quelle che vorremmo evitare)

Psicologa Valentina Bassi
Pubblicato da Valentina Bassi in Psicologia · 28 Febbraio 2026
Tags: Emozioni
Perché le emozioni sono utili (anche quelle che vorremmo evitare)

Nella pratica clinica è frequente incontrare persone che vivono le emozioni come qualcosa di pericoloso, incontrollabile o da evitare. In particolare emozioni come ansia, vergogna, rabbia e noia vengono spesso considerate “negative” e vissute con paura o rifiuto. Dal punto di vista della Terapia Cognitivo-Comportamentale, però, le emozioni non sono nemiche: rappresentano risposte adattive che forniscono informazioni preziose sui nostri bisogni, sui nostri pensieri e sull’ambiente in cui viviamo.

Il ruolo delle emozioni secondo la CBT
In ottica CBT, le emozioni sono il risultato dell’interazione tra pensieri, interpretazioni e situazioni. Non sono quindi eventi casuali, ma risposte comprensibili a come interpretiamo ciò che accade. Ogni emozione ha una funzione evolutiva e regolativa: segnala qualcosa di importante e prepara l’organismo all’azione.

L’ansia, ad esempio, segnala una possibile minaccia. Il problema nasce quando la persona sovrastima il pericolo e sottostima le proprie risorse, entrando in un circolo vizioso di evitamento. Evitare ciò che genera ansia porta a un sollievo immediato, ma nel lungo periodo mantiene e rafforza il disturbo.

La vergogna emerge quando ci percepiamo inadeguati o giudicati negativamente dagli altri. In CBT si lavora molto sui pensieri automatici legati all’immagine di sé (“sono sbagliato”, “gli altri mi rifiuteranno”), aiutando la persona a metterli in discussione e a ridurre i comportamenti di ritiro.

La rabbia è un’emozione spesso temuta perché associata alla perdita di controllo. In realtà segnala un confine violato o un’ingiustizia percepita. Quando non viene riconosciuta o viene repressa, può trasformarsi in esplosioni impulsive o in risentimento cronico. La CBT aiuta a distinguere tra emozione e comportamento, favorendo una gestione assertiva della rabbia.

La noia, infine, indica una mancanza di significato, stimolo o coinvolgimento. Evitarla costantemente attraverso distrazioni continue impedisce il contatto con bisogni più profondi e con la possibilità di cambiamento.

Perché alcune persone evitano le emozioni
Molte persone non hanno sviluppato adeguate competenze di alfabetizzazione emotiva. Spesso hanno imparato, nel corso della loro storia, che provare certe emozioni è sbagliato, pericoloso o segno di debolezza. In CBT si parla di credenze disfunzionali sulle emozioni, come “se provo ansia significa che non ce la farò” o “se mi arrabbio perderò il controllo”.
L’evitamento emotivo diventa così una strategia di coping appresa. Tuttavia, numerosi studi mostrano che l’evitamento mantiene il disagio psicologico e riduce la flessibilità emotiva, aumentando il rischio di disturbi d’ansia e dell’umore.

Conclusioni
Dal punto di vista CBT, il benessere emotivo non consiste nell’eliminare le emozioni difficili, ma nel imparare a tollerarle, comprenderle e rispondere in modo più funzionale. Un percorso psicologico permette di sviluppare nuove strategie di regolazione emotiva, riducendo l’evitamento e aumentando la consapevolezza di sé.


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