Perché le emozioni sono utili (anche quelle che vorremmo evitare)
Perché le emozioni sono utili
(anche quelle che vorremmo evitare)
Nella
pratica clinica è frequente incontrare persone che vivono le emozioni come
qualcosa di pericoloso, incontrollabile o da evitare. In particolare emozioni
come ansia, vergogna, rabbia e noia vengono spesso considerate “negative” e
vissute con paura o rifiuto. Dal punto di vista della Terapia
Cognitivo-Comportamentale, però, le emozioni non sono nemiche:
rappresentano risposte adattive che forniscono informazioni preziose sui nostri
bisogni, sui nostri pensieri e sull’ambiente in cui viviamo.
Il ruolo delle emozioni secondo la CBT
In ottica
CBT, le emozioni sono il risultato dell’interazione tra pensieri,
interpretazioni e situazioni. Non sono quindi eventi casuali, ma risposte
comprensibili a come interpretiamo ciò che accade. Ogni emozione ha una
funzione evolutiva e regolativa: segnala qualcosa di importante e prepara
l’organismo all’azione.
L’ansia,
ad esempio, segnala una possibile minaccia. Il problema nasce quando la persona
sovrastima il pericolo e sottostima le proprie risorse, entrando in un circolo
vizioso di evitamento. Evitare ciò che genera ansia porta a un sollievo
immediato, ma nel lungo periodo mantiene e rafforza il disturbo.
La vergogna
emerge quando ci percepiamo inadeguati o giudicati negativamente dagli altri.
In CBT si lavora molto sui pensieri automatici legati all’immagine di sé (“sono
sbagliato”, “gli altri mi rifiuteranno”), aiutando la persona a metterli in
discussione e a ridurre i comportamenti di ritiro.
La rabbia
è un’emozione spesso temuta perché associata alla perdita di controllo. In
realtà segnala un confine violato o un’ingiustizia percepita. Quando non viene
riconosciuta o viene repressa, può trasformarsi in esplosioni impulsive o in
risentimento cronico. La CBT aiuta a distinguere tra emozione e comportamento,
favorendo una gestione assertiva della rabbia.
La noia,
infine, indica una mancanza di significato, stimolo o coinvolgimento. Evitarla
costantemente attraverso distrazioni continue impedisce il contatto con bisogni
più profondi e con la possibilità di cambiamento.
Perché alcune persone evitano le emozioni
Molte
persone non hanno sviluppato adeguate competenze di alfabetizzazione emotiva.
Spesso hanno imparato, nel corso della loro storia, che provare certe emozioni
è sbagliato, pericoloso o segno di debolezza. In CBT si parla di credenze
disfunzionali sulle emozioni, come “se provo ansia significa che non ce la
farò” o “se mi arrabbio perderò il controllo”.
L’evitamento
emotivo diventa così una strategia di coping appresa. Tuttavia, numerosi studi
mostrano che l’evitamento mantiene il disagio psicologico e riduce la
flessibilità emotiva, aumentando il rischio di disturbi d’ansia e dell’umore.
Conclusioni
Dal punto di
vista CBT, il benessere emotivo non consiste nell’eliminare le emozioni
difficili, ma nel imparare a tollerarle, comprenderle e rispondere in modo
più funzionale. Un percorso psicologico permette di sviluppare nuove
strategie di regolazione emotiva, riducendo l’evitamento e aumentando la
consapevolezza di sé.
Per
informazioni e appuntamenti
Dr.ssa Valentina
Bassi
Psicologa e
psicoterapeuta
e-mail:
bassi.psicologa@gmail.com
Tel: 351 5460735




