Psicologo e dieta: come la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a perdere peso
Psicologo e dieta: come la terapia cognitivo-comportamentale aiuta a perdere peso
Quando si parla di obesità o di sovrappeso, spesso si pensa che la soluzione sia “solo” seguire una dieta più equilibrata. In realtà, per molte persone non è sufficiente ricevere un piano alimentare: il vero ostacolo non è sapere cosa mangiare, ma riuscire a rispettare le regole nel tempo. Qui lo psicologo può avere un ruolo fondamentale aiutando a gestire le emozioni e a sviluppare strategie pratiche che rendano più facile aderire al percorso nutrizionale arrivando a un vero e proprio cambiamento nello stile di vita.
Emozioni e alimentazione: un legame forte
Mangiare non è mai un atto puramente fisiologico: le emozioni influenzano molto il rapporto con il cibo. Ansia, stress, rabbia o tristezza possono spingere verso il cosiddetto “emotional eating”, cioè mangiare non per fame ma per calmare un disagio interiore. Questi meccanismi spesso si sviluppano a causa di esperienze passate, soprattutto vissute in infanzia e in famiglia. La terapia cognitivo-comportamentale aiuta a riconoscere questi meccanismi, riuscendo a trovare gli indicatori per distinguere i veri segnali di fame da quelli emotivi (per saperne di più leggi il mio articolo sull’emotional eating).
Questo però non è sufficiente, sebbene la persona riesca a distinguere i due tipi di fame è possibile che non riesca comunque a resistere all’impulso di mangiare poiché questa è la sua strategia di gestione emotiva, vanno quindi sviluppate nuove modalità di riconoscimento e gestione delle emozioni.
È importante inoltre lavorare su quei pensieri che provocano le emozioni negative che in alcuni casi possono essere proprio pensieri disfunzionali legati al cibo o alla dieta, come ad esempio “non riuscirò mai a dimagrire”, “se sgarro ho fallito”, in questi casi è necessario sviluppare strumenti per creare un atteggiamento più flessibile e realistico nei confronti della dieta.
I pensieri che provocano le emozioni possono però essere legati anche alla vita quotidiana della persona, ad esempio alla famiglia o al lavoro, anche questi andranno gestiti per il buon esito della dieta.
Strategie concrete per rispettare la dieta
Accanto alla gestione emotiva, la terapia cognitivo-comportamentale fornisce anche strumenti pratici, come:
- imparare a pianificare i pasti e gestire le tentazioni;
- introdurre gradualmente nuove abitudini sostenibili invece di puntare a cambiamenti drastici;
- monitorare i progressi, non solo in termini di peso ma anche di comportamenti positivi (ad esempio ridurre gli episodi di abbuffata).
Il lavoro integrato con nutrizionisti e medici
L’intervento psicologico non sostituisce quello nutrizionale o medico, ma lo completa. Nei casi di obesità, lavorare in sinergia con altri professionisti permette di costruire un percorso personalizzato che tenga conto sia degli aspetti fisici sia di quelli psicologici.
Conclusione
Seguire una dieta non significa soltanto cambiare cosa si mangia, ma soprattutto imparare a cambiare il rapporto con il cibo e con se stessi. In ottica cognitivo-comportamentale, lo psicologo aiuta a gestire le emozioni che portano a mangiare in eccesso e fornisce strategie concrete per rendere più facile rispettare le regole della dieta. In questo modo il percorso diventa più realistico, sostenibile e duraturo nel tempo.Per informazioni e appuntamenti
Dr.ssa Valentina Bassi
Psicologa e psicoterapeuta
e-mail: bassi.psicologa@gmail.com
Tel: 351 5460735




