Superare l’Amaxofobia: strategie e percorsi terapeutici
Superare l’Amaxofobia: strategie e percorsi
terapeutici
La paura di guidare è una delle fobie più diffuse, ma
questo non significa che chi ne soffre debba conviverci per sempre.
L’amaxofobia può essere affrontata con successo grazie a percorsi terapeutici
specifici che aiutano a ridurre l’ansia e a ritrovare serenità e autonomia.
Negli articoli precedenti abbiamo visto sia le diverse
forme in cui si manifesta questa fobia, sia le origini psicologiche che
possono alimentarla. In questo approfondimento vedremo invece i principali trattamenti
e strategie per superarla, in particolare della terapia
cognitivo-comportamentale.
La terapia cognitivo-comportamentale
È considerata il trattamento più efficace per
l’amaxofobia. Si lavora su due aspetti fondamentali:
- modificare i pensieri disfunzionali che alimentano la paura;
- affrontare in modo graduale le situazioni di guida temute, così da sperimentare progressivamente che la paura può ridursi.
Il percorso terapeutico inizia con un’approfondita
indagine per comprendere la tipologia specifica di paura, le sue origini e i
pensieri disfunzionali ad essa associati.
I pensieri disfunzionali sono pensieri che hanno origine
nel passato della persona e, sebbene spesso in alcuni periodi della vita siano
utili all’individuo, nel presente causano una sofferenza. Una prima parte della
terapia è quindi dedicata a individuarli e renderli più funzionali alla
riduzione della paura di guidare.
Spesso i pensieri di chi soffre di amaxofobia sono
legati a perdita di controllo, responsabilità nei confronti degli altri o
timore di colpa.
Se la fobia ha origine da un trauma si dovrà anche
lavorare per ridurre l’impatto emotivo dell’evento traumatico, a tale fine
possono essere utilizzate diverse tecniche come ad esempio l’EMDR.
Tecniche di rilassamento e gestione
dell’ansia
Il passo successivo talvolta è quello di apprendere
tecniche di rilassamento, esercizi di respirazione, rilassamento muscolare e
pratiche di mindfulness aiutano a gestire i sintomi fisici dell’ansia
(tachicardia, sudorazione, affanno), rendendo più facile affrontare la guida.
Questo non sempre è fondamentale e talvolta può risultare non funzionale,
l’ansia infatti è un emozione che non si può cancellare e cercare di non
provare i sintomi che la caratterizzano non sarà sempre possibile, in molti
casi è più funzionale imparare a tollerare tali sensazione cercando di ridurre
le componenti psicologiche dell’ansia. Per questo motivo dovrà essere
attentamente valutato per il singolo caso se possano essere utili o meno queste
tecniche.
Un percorso a piccoli passi
L’esposizione graduale è la chiave del successo si
concorderà con il paziente una serie di situazioni che per lui è importante
affrontare, dalle situazioni più facili fino ad affrontare progressivamente
situazioni più complesse. Le tecniche utilizzate fino ad ora sono fondamentali
perché hanno preparato la persona per questo, l’ansia avrà già iniziato a
ridursi, e mettere in atto i comportamenti finora evitati consolida le
consapevolezze maturate e aiuta a ridurre ulteriormente l’ansia in modo
graduale. Ogni piccolo successo rafforza la fiducia e riduce la paura.
Conclusione
L’amaxofobia non è una condanna: con il giusto percorso è possibile tornare a
vivere la guida come un’esperienza di libertà e non di paura. Rivolgersi a un
professionista permette di trovare strategie personalizzate ed efficaci.Se vuoi approfondire altri aspetti, puoi leggere anche
gli articoli dedicati alle forme dell’amaxofobia e alle origini
psicologiche della paura di guidare.
Per informazioni e appuntamenti
Dr.ssa Valentina Bassi
Psicologa e psicoterapeuta
e-mail: bassi.psicologa@gmail.com
Tel: 351 5460735




