Valentina Bassi
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Adolescenza
Adolescenza

L’adolescenza è il periodo che va dai 13 ai 19 anni, è un periodo di crescita in cui l’individuo conquista le abilità e le competenze necessarie ad assumersi le responsabilità relative al futuro stato di adulto.  Questo periodo di transizione prevede una costante evoluzione e continue trasformazioni che spesso, dall’esterno, vengono scambiate per volubilità, instabilità, squilibrio. In questo momento della vita gli interrogativi e i dubbi su di sè, le trasformazioni del proprio corpo, i conflitti con i genitori rappresentano dei momenti di passaggio, i rapidi e consistenti cambiamenti causano una fase di disequilibrio in cui tutto viene rimesso in discussione.
Tra gli obiettivi da raggiungere in questa fase ci sono:
-          l’accettazione del proprio corpo in mutazione: l’immagine corporea viene messa  in crisi dai cambiamenti della pubertà e necessità perciò di essere ristrutturata ed assimilata come facente parte di una nuova identità.
-          l’acquisizione di un’identità personale unica e definita, che permetta all’adolescente di percepirsi con una precisa definizione di sé stesso in termini di personalità, valori, credenze, preferenze e motivazioni. Uno dei passaggi essenziali per la risoluzione di questo processo è la (più o meno) sofferta acquisizione di autonomia rispetto alle figure genitoriali. Questo porta il ragazzo ad un difficile riconoscimento di sé stesso nell’ambiente familiare e ad una necessaria ristrutturazione della propria immagine in questo contesto. Viene quindi vissuto il lutto rispetto alla perdita della propria identità infantile.
-          il consolidamento di un’identità di genere, ovvero la convinzione stabile di appartenere all’uno o all’altro sesso e di identificarvisi.
-          le relazioni con i coetanei e lo sviluppo di una identità sociale. È all’interno dei gruppi di coetanei che si costruisce l’identità. Quando queste relazioni risultano compromesse si possono verificare difficoltà che necessitano di essere attentamente valutate perché rischiano di influire negativamente sullo sviluppo.
-          la formazione di sistemi motivazionali, valori e progettualità futura tramite l’interiorizzazione di norme e valori stabili e coerenti con la propria identità; mediazione fra bisogni interni ed esigenze sociali e sviluppo di aspirazioni ed una personale visione del mondo.
Alla già grandi difficoltà per raggiungere questi obiettivi generali si aggiungono anche problematiche personali, relative ad esempio alla scuola, alla famiglia o alle relazioni sentimentali. Di non trascurabile importanza è il fatto che agli adolescenti viene spesso chiesto di prendere decisioni che influiranno sul resto della loro vita, come ad esempio la scelta dell’università, senza però fornire gli strumenti necessari per prendere una decisione in modo consapevole.
Per tutti questi motivi spesso si rende necessario l’intervento di uno psicologo che sostenga l’adolescente del superamento di questa difficile fase aiutandolo a sviluppare le abilità necessarie per superare le difficoltà che incontrerà.
Adolescenti e social
Le manifestazioni del disagio del ragazzo o della ragazza possono essere rilevati attraverso una serie di segnali (non si parla di diagnosi ma di segnali di stati di sofferenza, il cui senso e la cui rilevanza o meno vanno valutati caso per caso) che spesso vengono notati con stupore dai genitori, ecco alcuni dei più frequenti per cui potrebbe essere utile richiedere una consulenza:
  • difficoltà ad affermare la propria personalità, crisi di identità (chi sono?, non mi riconosco più);
  • conflittualità con i genitori (non riescono a capirmi, mi trattano come se fossi un bambino, invadono i miei spazi, non li sopporto più);
  • disfunzioni nell’alimentazione come eccesso o rifiuto del cibo e spesso ripercussioni sul peso corporeo (non ho fame, il cibo mi ripugna, ho sempre fame, ci sono momenti in cui non riesco a smettere di mangiare, vomito quello che ho mangiato);
  • difficoltà a riconoscere con chiarezza i propri obiettivi di vita (non so in che direzione andare, non so cosa voglio);
  • problemi scolastici (non mi importa niente della scuola, non riesco a dimostrare che sono capace, non sono intelligente);
  • sofferenze sentimentali (mi ha lasciato, nessuna/o mi vuole, chi potrebbe amarmi così come sono);
  • isolamento rispetto al gruppo dei coetanei (non ho voglia di vedere nessuno, non me la sento di uscire di casa):
  • disagio nelle relazioni con i coetanei (non riesco a parlare con gli altri, mi arrabbio con tutti, gli altri non mi considerano, nessuno mi ascolta, non riesco a farmi degli amici, non sto più bene con i miei amici);
  • disagio rispetto al proprio corpo (non mi piaccio, mi sento grasso, sono troppo alto, sono cambiato e non mi piace come sono adesso);
  • dubbi sulla propria identità sessuale (non so se mi piacciono le ragazze o i ragazzi, ho il timore di essere gay, ho il timore di essere lesbica);
  • angosce e paure (ho paura di stare da solo, in certe situazioni mi blocco, ho paura di quello che gli altri pensano di me, ho paura di non piacere e di come mi giudicano);
  • ossessioni (ho dei pensieri che mi disturbano e che non riesco a controllare, mi lavo le mani in continuazione, accendo e spengo la luce senza motivo, etc..);
  • autolesionismo manifestato attraverso pensieri o veri e propri comportamenti (ho pensato di suicidarmi, penso di farmi del male, ho provato ad uccidermi, mi taglio, non mangio, vomito apposta, faccio cose pericolose, mi faccio, bevo);
  • somatizzazioni cioè malessere fisico per cui è stato verificata (per esempio dal medico di famiglia) l'assenza di una causa organica (mi viene spesso mal di testa, mi va a fuoco lo stomaco, ho la pelle sempre irritata);
  • rabbia e aggressività (mi arrabbio con estrema facilità, perdo il controllo, odio tutti).
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