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L'importanza della musica nello sport

Psicologa Valentina Bassi
Pubblicato da Valentina Bassi in Psicologia dello sport · 19 Marzo 2022
Tags: Sportemusica
Lo sport e al musica hanno una stretta correlazione, fin dai tempi antichi. Molto spesso infatti le pratiche sportive sono accompagnate da una musica in sottofondo.
 
“L'ascolto della musica è tra le esperienze più gratificanti per gli esseri umani, non ha alcuna somiglianza funzionale ad altri stimoli gratificanti, e non ha alcun valore biologico dimostrato, ma le persone continuano ad ascoltare musica per piacere. È stato suggerito che gli aspetti piacevoli dell’ascolto della musica siano legati a un cambiamento di eccitazione emotiva….” ( Salimpoor, et al., 2009).

Con l’avvento delle neuroscienze, ponte tra mente e cervello, si è potuto vedere che quando siamo sottoposti a uno stimolo musicale, si attivano contemporaneamente diverse aree del cervello: la corteccia uditiva primaria, le regioni del linguaggio (emisfero sinistro), la corteccia motoria, il cervelletto (implicato nella sincronizzazione dei ritmi musicali e nella coordinazione dei movimenti), ipotalamo, amigdala (aree che si attivano durante l’elaborazione di uno stimolo musicale con valenza emotiva) e l’ippocampo (centro della memoria).
 
La psicologia della musica studia  tutti gli aspetti collegati alla musica da quelli emotive e comportamentali fino a quelli percettivi, sia a livello individuale che di gruppo.
 
La musica può essere molto utile durante lo svolgimento di pratiche sportive poiché possiede effetti benefici sulle prestazioni atletiche. Essa, infatti, agisce sull’attenzione, sulle emozioni, riduce le inibizioni e incoraggia il movimento nell’atleta.
 
Nel rapporto tra sport e musica dobbiamo però considerare diversi elementi. Il primo è il ritmo, vi è infatti una propensione del corpo umano a muoversi adattandoci a un ritmo musicale, perché l’attenzione si adatta alla struttura ritmica cui il soggetto è esposto.
 
La musica può poi condizionare nell’atleta 5 capacità, portandolo a migliorare la prestazione:
 
1.       Dissociazione, la musica distrae l’atleta dalle sensazioni di affaticamento;
 
2.       Regolazione dell’attivazione, può essere utilizzata per attivare o rilassare;
 
3.       Sincronizzazione, sincronizzare la musica con l’esercizio può migliorare le prestazioni;
 
4.       Acquisizione di abilità motorie, la musica può replicare le forme ritmiche di movimento e permettere di eseguirlo in modo più efficace, rinforzare alcuni aspetti della tecnica sportiva e rendere l’apprendimento più piacevole;
 
5.       Raggiungimento dello stato di Flow, la musica può aiutare a raggiungere questo stato.
 
 
Proprio per questi motivi, oltre a quelli di sicurezza, la musica viene bandita dalle competizioni ufficiali e considerata come una forma di doping. L’ascolto della musica però non sempre apporta benefici allo sportivo, ci possono essere anche delle insidie. Le ricerche fatte nell’ambito del nuoto mostrano infatti che gli atleti nuotano più velocemente se ascoltano musica motivante rispetto alla musica neutra. Le differenze tra questi due tipi di musica non risultarono significative, ma in entrambe le situazioni gli atleti nuotavano più velocemente rispetto a quelli che nuotavano senza musica, mostrando così il suo impatto su performance e motivazione, questo era probabilmente dovuto al ritmo a cui gli atleti si adattavano.



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